Cinque novità per una settimana di piacevoli scoperte attraverso i generi, in compagnia di uno dei nostri recensori che, in diretta, ci propone gustosi assaggi di un disco, un film, un libro o uno spettacolo, accompagnati dal suo parere e dalle sue riflessioni.
Premessa: l’artista usa il pronome “they” ma, nell’impossibilità di usarlo in modo neutro in italiano senza troncare le desinenze, si è adottata la declinazione al femminile per motivi esclusivi di leggibilità, e non per mancanza di rispetto verso la sua scelta. Cantautrice, improvvisatrice, virtuosa della chitarra, negli ultimi dieci anni Wendy Eisenberg si è mossa sulla scena indipendente dall’art-rock al jazz, all’improvvisazione free e al folk e all’avanguardia. Il country-folk è il genere più prossimo nel disco che porta il suo nome ed è uscito questa primavera. L’album nasce nel 2020 in
“Almost Waking” di Bill Orcutt e Mabe Fratti
· 15:00
Che cosa può tenere insieme una violoncellista e cantante guatemalteca trentaquattrenne e un chitarrista statunitense sessantaquattrenne, per realizzare un album che qualche critico ha descritto come “sognante” e “intimo”? Sicuramente l’apertura mentale e la frequentazione di musiche disparate, tutte più o meno vagamente legate al concetto di avanguardia. I biografi raccontano che Bill Orcutt, il chitarrista, fu spinto a suonare la chitarra guardando l’esibizione di Muddy Waters in The Last Waltz di Scorsese (ma perbacco, nel film Muddy Waters non suona la chitarra! Lo accompagnava Bob Margoli
“Music for these troubled times”
· 14:58
Le forme sonore della malinconia per tempi difficili. Per registrare il suo primo disco il clavicembalista ucraino Dmytro Kokoshynskyy ha scelto il repertorio dei cosiddetti virginalisti inglesi, come Tallis, Byrd, Bull, Peerson e Gibbons, all’insegna della malinconia elisabettiana reinterpretata con particolare vigore. Utilizzando una copia del cembalo inglese più antico sopravvissuto, del 1579, e la ricostruzione di un esemplare Ruckers originale del 1612 ha eseguito pavane, gagliarde, ground, e tra le altre musiche anche una composizione di Maxim Shalygin, scritta nel 2024 per quello che l’
“Complete piano works vol.3” Dmitri Shostakovich, Eugenio Catone, Stradivarius
· 15:47
È sempre una grande emozione assistere all’esecuzione e alla registrazione dell’opera completa di un compositore, soprattutto un compositore fra i più incisivi dello scorso ‘900: Dmitri Shostakovich. La sua opera, monumentale, ha la forza di un secolo difficile e complesso; l’impegno che Eugenio Cantone vi ha profuso nell’interpretazione e nella ricerca musicologica sono encomiabili e necessari per comprendere l’immensità di una figura sofferta e profonda come quella dell’autore. Splendida quest’ultima uscita, sulla quale si sono cimentati nel tempo grandi esecutori, che riguarda l’amore di Sh
“Romasuona”
· 15:02
Negli anni Settanta Roma fu la capitale musicale d’Italia. Da lì germinarono stili e tendenze che poi attecchirono nell’intero Paese. Romasuona ne offre per la prima volta un ampio spaccato sotto forma di fotografie d’autore (oltre 700), locandine, manifesti, riviste, biglietti, copertine di dischi, strumenti e amplificazione. La mostra, aperta a Palazzo Esposizioni fino al 12 luglio è curata da Guido Bellachioma – critico e operatore di lungo corso - con la collaborazione di Pino Candido e oltre alle immagini statiche – molte sono inedite - comprende filmati d’epoca e interviste realizzate da
José González, Against The Dying Of The Light (City Slang)
· 15:21
José González è un musicista argentino-svedese, nato a Goteborg nel 1977 da genitori fuggiti dalla dittatura militare argentina. È cresciuto ascoltando le canzoni di protesta di Silvio Rodríguez, Victor Jara, e Mercedes Sosa, a cui da adolescente si è aggiunto l’hardcore punk, il reggae di Bob Marley e Michael Jackson. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla musica, studiava biochimica. La formazione scientifica è alla base del suo approccio pacato e razionale e della sua visione lucida sui problemi che minacciano la nostra sopravvivenza, di cui parla nelle sue canzoni. All’esordio Veneer del 20
L’Ora di Maurice Ravel
· 15:04
Gemellati da una serie di circostanze geografiche, cronologiche, e anche culturali indubbiamente, Claude Debussy e Maurice Ravel si accomunano e si differenziano in modi così intrecciati, sottili e contraddittori che da sempre la sfida critica è appunto sbrogliare questo groviglio. Una cosa che decisamente li separa e anzi li contrappone è la intramontabile vexata quaestio (vexata anche per molti altri autori) dell’umorismo in musica. Tagliando col machete, diciamo Debussy totalmente allergico e Ravel invece molto intrigato. Abilissimo nel distillare comicità sempre sottile dal connubio di par
Dalle radici del blues alla canzone globale
· 15:56
“The Trilogy” (Volume I) è un progetto discografico internazionale del pianista, cantante e compositore Joe De Gregorio, sviluppato nell’arco di un anno tra New York, Los Angeles e Parigi. Più che una raccolta di tre album, rappresenta un’unica visione artistica che esplora il jazz come linguaggio globale, capace di coniugare tradizione, innovazione e identità contemporanea. Il progetto nasce da una domanda centrale: come può il jazz restare fedele alle proprie radici parlando al pubblico di oggi? La risposta prende forma attraverso tre album complementari, ciascuno dedicato a una diversa dime
“Antonio Vivaldi. La costanza trionfante”
· 15:03
Chi meglio di Federico Maria Sardelli, che ha ereditato da Peter Ryom il compito di vegliare sul catalogo delle composizioni di Antonio Vivaldi, poteva rimettere insieme le arie di un’opera incompleta del cosiddetto Prete Rosso, che in una lettera scrisse di averne composte quasi un centinaio. Si tratta del dramma per musica La Costanza trionfante degl’Amori, e degl’Odii su libretto di Antonio Marchi, che andò in scena nel Carnevale del 1716 a Venezia nel Teatro di San Moisè, e che venne ripresa più volte negli anni seguenti. Sardelli ha scelto di non ricostruire le parti mancanti basandosi su
Quelle chitarre e quella voce, inconfondibili
· 14:57
Uscito il 29 maggio 2026 – con qualche anticipazione per il pubblico (due tracce) e per la critica (un ascolto volante di tutto l’album) – The Boys of Dungeon Lane probabilmente detiene il primato delle notizie e delle recensioni nell’ultima decina di giorni. Questo non ci esonera dalla responsabilità e dal gusto di aggiungere qualcosa, ma allo stesso tempo offre la possibilità di sentire quali sono gli interessi, la sensibilità, la competenza della critica popular. Il titolo e i testi di alcune canzoni suggeriscono un’interpretazione in termini di nostalgia, o comunque di ricordo dei tempi in
“La Belle au bois dormant”
· 13:56
Tratta dalla celebre fiaba di Charles Perrault con la musica di Charles Silver - compositore francese allievo di Jules Massenet vincitore del Premier Grand Prix de Rome nel 1891 scritto durante il suo soggiorno a Villa Medici - l’opera La Belle au bois dormant ha finalmente una versione in un bellissimo doppio cd della Hungarian National Philharmonic Orchestra diretta da György Vashegyi e pubblicata in un volume ricco di note e apparati iconografici dalla Bru Zane Label.
“Johann Sebastian Bach - Keyboard Concertos” di Luigi Gordano, il Contrappunto String Orchestra dedicato a J.S. Bach
· 15:21
Curiosa e interessante operazione quella della Ema Vinci per tre splendidi concerti di J.S.Bach presentati in veste nuova e suggestiva da eccellenti interpreti: Luigi Gordano virtuoso di Accordeon (Bayan, fisarmonica cromatica a bottoni di origini russe) e l’Associazione Il Contrappunto orchestra d’archi di Empoli, sotto la direzione artistica di Damiano Tognetti e la direzione d’orchestra di Andrea Mura. L’attività dell’Associazione intende sensibilizzare il tema della disabilità e il portato che si impone riguarda musica di altissimo livello che, grazie a un protocollo d’intesa con il Centro
Yōkai 妖怪 Monogatari 物語
· 15:00
A meno di due anni di distanza da Princess of the Night esce il nuovo album di Vanessa Tagliabue Yorke (Azzurra Music), un concept centrato su leggende giapponesi e romanzi di corte medievali su cui la cantante e compositrice innesta le sue magnifiche ossessioni: swing e canzoni di gran classe che evocano sonorità vintage, in controtendenza rispetto all’approccio dominante del revival. Il titolo fa riferimento ai mostri che popolarono per secoli l’immaginario giapponese in forma di dipinti, romanzi illustrati e teatro, per poi approdare al cinema. Il lavoro più famoso, tratto dal libro primono
“Bach from Italy. The Vivaldi & Marcello Influences”
· 15:15
L’estro di Amandine Beyer, virtuosa francese del violino barocco, torna protagonista di quest’ultima sua fatica discografica per l’etichetta harmonia mundi. Che la vede interprete, insieme all’ensemble Gli Incogniti, di celebri pagine di Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi e Alessandro e Benedetto Marcello. Un viaggio in musica tra originali e ricostruzioni di concerti solistici per uno o più violini, per oboe e oboe d’amore. Pagine che evidenziano, come il titolo “Bach from Italy”, le profonde connessioni e le influenze di questi autori italiani sul genio di Eisenach. La copertina è un oma
Lyra, tremila anni e non sentirli
· 15:09
Un album intitolato Lyric, può far pensare a cose diverse: canzoni? opera? testi poetici? Ma in questo caso, anche se l’associazione non è così immediata, Lyric affonda il suo senso nell’etimologia più antica, ossia la lyra, strumento ultramillenario, strumento-simbolo della grecia classica, e quindi lyric qui indica semplicemente ciò che ha a che fare con questo intramontabile strumento diffuso, in mille varietà in tutto il bacino del Mediterraneo. Ma qui siamo in Grecia e il maestro lyristḗs che pubblica questo album per Buda Musique si chiama Stelios Petrakis. Ma la Grecia è un posto specia
Echomyr: il cuore nordico del jazz
· 14:56
Con Liberetto V: Echomyr, in uscita il 17 aprile 2026 per ACT Music, il contrabbassista e compositore svedese Lars Danielsson compie un nuovo passo nel suo percorso ormai decennale con il progetto Liberetto. Dopo quattro capitoli che hanno ridefinito il linguaggio del jazz cameristico europeo, Echomyr suggella questa evoluzione con una chiarezza e una maturità espressive rare. Il titolo stesso, una parola di invenzione che unisce “echo” e “myr” (antico termine norreno per “palude”), evoca un paesaggio interiore in cui il suono si espande e riflette. È da questa immagine che nasce un album poet
“Clavecin XX” Justin Taylor, Orchestre Nationale de Lille
· 14:45
Con questo nuovo disco Justin Taylor rende in qualche modo omaggio a due importanti clavicembaliste polacche. Da un lato a Wanda Landowska, per la scelta dei concerti di De Falla e Poulenc e per lo strumento che riprende alcune caratteristiche dei modelli moderni Pleyel; e dall’altro a Elisabeth Chojnacka che sulle orme della sua predecessora ha continuato ad ispirare e stimolare numerosi compositori a scrivere per il cembalo, dimostrando la vitalità di questo strumento dalla lunga storia. Per delineare il suo excursus, che testimonia la continuità della significativa presenza dello strumento
They Might Be Giants: “The World Is to Dig”
· 15:02
John Flansburgh e John Linnell si sono conosciuti da adolescenti nel Massachusetts, e hanno cominciato a suonare insieme da dilettanti. Si sono ritrovati a Brooklyn nel 1981, e lì hanno iniziato a esibirsi come duo. Avevano scelto (secondo quanto hanno raccontato) un nome orribile, che rimane tuttora inconfessato. Del resto, anche Simon & Garfunkel avevano cominciato come Tom & Jerry… I due John, quindi, decisero di chiamarsi They Might Be Giants, con un riferimento non meglio precisato a un film del 1971, che a sua volta citava una battuta del Don Chisciotte (“potrebbero essere dei giganti”:
“Sweet Sweet Spirit”
· 16:06
Incontro straordinario tra un coro gospel e uno dei contrabbassisti più importanti della scena jazz e non soltanto visto che Ron Carter oltre che con Miles Davis, Herbie Hancocok, McCoy Tyner vanta collaborazioni con Roberta Flack, Billy Joel, Aretha Franklin, Paul Simon, Airto, Antônio Carlos Jobim e molti altri. In questo caso ha voluto omaggiare la memoria e le passioni della madre a cui, negli ultimi giorni di vita, faceva ascoltare questi inni con l’accompagnamento del suo strumento.
Alessandro Scarlatti. 12 sinfonie di Concerto grosso
· 15:15
Il musicologo Luca della Libera, con la sua consueta serietà di ricerca e capacità di espressione, ci regala un libro su Alessandro Scarlatti di notevole interesse. L’epistolario Scarlatti – Albani ci consegna uno spaccato d’epoca e soprattutto una angolatura originale del grande palermitano, il quale si muove fra necessità d’autore e convenzioni obbligate di reverenza al corrente mecenatismo. Disponiamo dunque grazie a questa ricerca di un cospicuo materiale d’analisi del periodo 1704-1729 che, come è stato giustamente scritto, ci apre a un approfondito valore di vera antropologia storica, se
“Musica nell’Italia fascista”
· 15:01
Musica nell’Italia fascista è la nuova edizione di un saggio fondamentale a firma di Harvey Sachs, uscito in italiano nel 1995 col titolo Musica e regime. Diciamo subito che i contenuti del libro sono praticamente gli stessi. Solo alcuni piccoli errori sono stati corretti, come si legge nella nuova introduzione. Pur non trattandosi dunque di una novità editoriale in senso stretto, ma di una “quasi” ristampa, riteniamo utile sottoporre agli ascoltatori i temi portanti di una certosina ricerca che ha dato un impulso importante alla storiografia sul fascismo e la musica sul piano sociale, politic
Il violino di María Dueñas strega Milano
· 15:12
Un Piermarini gremito ha accolto il debutto scaligero della giovane stella del violino María Dueñas, con lei la Tonhalle-Orchester Zürich diretta da Paavo Järvi, orchestra ospite della programmazione firmata Filarmonica della Scala. In programma il Concerto in re maggiore op. 35 di Erich Wolfgang Korngold e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij. La serata si apre sullo straordinario violinismo di Dueñas, interprete capace di unire grande solidità tecnica ad incredibile maturità espressiva. La serata è proseguita sulle note della celeberrima Quinta di Čajkovskij nella cu
Un grande da riascoltare
· 15:12
Secoli fa, per un giovane musicista votato alla composizione, nascere in Germania, Austria, Italia, Francia, era di fatto un privilegio che indubbiamente facilitava l’ascesa allo status di “grande” (o quantomeno “celebre”) compositore. Esisteva un centro e attorno ad esso le periferie. Oggi le cose sono cambiate completamente e moltissimi sono i paesi d’Europa e di oltre Oceano che possono vantarsi di aver donato al mondo grandi compositori. Una fra le nazioni più fertili in questo senso è sicuramente la Polonia che nel XX secolo vanta figure del calibro di Karol Szymanowski, Witold Lutosławsk
Le lezioni “magistrali” di Alvin Lucier
· 15:15
Il volume Musica 109. Lezioni sulla musica sperimentale di Alvin Lucier si impone quale testo di straordinaria densità speculativa, in cui l’indagine musicale trascende i confini disciplinari per configurarsi come autentica pratica conoscitiva. Nato dall’esperienza didattica maturata presso la Wesleyan University, il libro conserva l’impronta laboratoriale del celebre corso da cui trae origine, proponendo un modello pedagogico fondato sull’esperienza diretta e sulla sperimentazione attiva. L’opera si articola in una costellazione di lezioni autonome che, pur rifuggendo ogni linearità sistemati
Il compositore romano Stefano Landi nel corso della sua vita pubblicò diversi libri di arie a voce sola che testimoniano l’affermazione della monodia accompagnata nel passaggio dalla cultura musica rinascimentale a quella barocca. I tenori Andrés Montilla e Riccardo Pisani, accompagnati dall’ensemble Cantar Lontano diretto da Marco Mencoboni, hanno selezionato quindici canzoni dalle quattro raccolte a stampa di arie di Landi a noi pervenute, mentre altre quattro sono purtroppo andate perdute. Dieci di questi brani erano inediti dal punto di vista discografico e sono stati registrati per la pri