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Gli Inner City hanno cambiato il volto della techno di Detroit unendo l’energia delle macchine al calore della voce umana. In questo episodio di DiscoSauro raccontiamo la nascita del progetto di Kevin Saunderson e Paris Grey, il successo di Big Fun e Good Life e l’eredità di una formazione che ha dimostrato come techno, house e soul potessero convivere in perfetto equilibrio, conquistando club e classifiche di tutto il mondo.
Lil’ Louis è uno dei grandi pionieri della house music di Chicago, capace di trasformare il dancefloor in un’esperienza emotiva. In questo episodio di DiscoSauro ripercorriamo la sua storia, dagli esordi come giovanissimo DeeJay al successo mondiale di French Kiss, il brano che rivoluzionò la musica da club. Un viaggio tra innovazione, sperimentazione e la visione di un artista che ha ridefinito il linguaggio della house.
I C+C Music Factory hanno rivoluzionato la dance dei primi anni Novanta fondendo house, hip hop, pop e R&B in un linguaggio capace di conquistare club e classifiche. In questo episodio di DiscoSauro raccontiamo la storia di Robert Clivillés e David Cole, il loro straordinario successo internazionale, la controversia che cambiò i diritti dei vocalist e l’eredità lasciata a un’intera generazione di produttori dance.
Mica Paris è una delle voci più autorevoli del soul britannico. In questo episodio di DiscoSauro ripercorriamo la sua storia, dalle radici gospel nelle chiese di Londra al successo internazionale, passando per le collaborazioni con grandi artisti e l’incontro tra soul, R&B, jazz e house. Un viaggio alla scoperta di un’interprete che ha saputo dare al soul europeo un’identità autentica, elegante e senza tempo.
I Jamiroquai hanno rivoluzionato l’acid jazz fondendo funk, soul, disco ed elettronica in un linguaggio originale che ha segnato gli anni Novanta. In questo episodio di DiscoSauro ripercorriamo la nascita della band guidata da Jay Kay, il successo di Virtual Insanity, la scelta di privilegiare la musica suonata e il messaggio sociale che ha accompagnato ogni produzione. Un viaggio nel groove britannico che ha cambiato per sempre il rapporto tra dance e qualità musicale.
Prima che la house music conquistasse il mondo, prima che le voci delle grandi cantanti diventassero protagoniste dei club internazionali, Martha Wash stava già costruendo una presenza impossibile da ignorare.
Nella Londra degli anni Novanta, mentre la musica elettronica britannica cercava nuove strade tra rave culture e club underground, due giovani appassionati di house americana iniziano a costruire qualcosa che non assomiglia a nient’altro.
Quando la house music iniziò a conquistare il mondo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio del decennio successivo, molte delle sue voci più celebri provenivano dai club, dai cori gospel o dalla tradizione soul americana. Poche, però, possedevano l’intensità e la forza espressiva di Adeva. Nata Patricia Daniels a Paterson, nel New Jersey, cresce all’interno della chiesa, dove sviluppa una vocalità potente e autorevole che la porterà a diventare direttrice e insegnante del coro della sua comunità. Prima ancora della notorietà, la sua voce era già uno strumento di guida e condivisione, capace
Molto prima che la parola “nu-disco” entrasse nel lessico della musica elettronica, Dave Lee — conosciuto per decenni con lo pseudonimo di Joey Negro — stava già costruendo un ponte tra il passato e il futuro della musica da ballo. Nato sull’Isola di Wight e cresciuto nell’Inghilterra degli anni Settanta, sviluppa una passione quasi ossessiva per soul, funk e disco.
Nel grande racconto della musica dance, esistono voci che non si limitano a interpretare una canzone ma sembrano evocare qualcosa di più profondo, antico, quasi spirituale. Jocelyn Brown appartiene a questa categoria rara. Nata a Kinston, North Carolina e cresciuta musicalmente a New York City, Brown emerge negli anni Settanta come una forza della natura capace di attraversare soul, disco, gospel e house music senza mai perdere autenticità. La sua voce non entra semplicemente nei club; li trasforma, portando dentro la cultura dance, l’intensità emotiva delle chiese gospel afroamericane, facend
Nel grande racconto della house music esistono figure che hanno costruito il movimento dall’interno dei club, e altre che ne hanno definito l’anima prima ancora che il genere avesse un nome. Jamie Principle appartiene a questa seconda categoria.
Nel grande racconto della house music britannica, poche voci hanno saputo incarnare il concetto stesso di appartenenza emotiva quanto Alison Limerick. Nata nell’East London e cresciuta in una città che negli anni Ottanta respirava contemporaneamente soul, jazz, teatro e culture underground, Limerick arriva alla musica attraverso la danza. Prima ancora di essere cantante, è corpo in movimento, disciplina scenica, sensibilità teatrale.
Nel grande racconto della house music mondiale, pochi artisti hanno saputo attraversare con la stessa naturalezza i territori dell’underground e del mainstream come Armand Van Helden. Nato a Boston il sedici febbraio millenovecentosettanta, cresce dentro una geografia nomade: padre olandese-indonesiano nell’Air Force americana e madre franco-canadese e libanese. Durante l’infanzia vive tra Paesi Bassi, Lettonia, Turchia e Italia, assorbendo culture e suoni differenti. A tredici anni compra una drum machine, due anni dopo inizia a fare il DJ, suonando soprattutto hip hop e freestyle. È una form
Nel panorama della house music degli anni Novanta, dominato da major discografiche che promettevano successo e spesso lasciavano gli artisti intrappolati nelle proprie logiche commerciali, la storia di Sandy B rappresenta un percorso completamente diverso. Sandra Barber, cantante newyorkese dalla voce potente e profondamente soul, costruisce infatti il proprio successo scegliendo l’indipendenza invece della sicurezza apparente delle grandi etichette. In un’epoca in cui il sogno di ogni artista sembrava essere firmare con una major, Sandy B compie il percorso opposto: lascia quel sistema e trov
Nel pantheon della house music mondiale esistono nomi che non si limitano ad attraversare la storia: la scrivono. Masters at Work nasce nel millenovecentonovanta dall’incontro tra Little Louie Vega e Kenny Dope Gonzalez, due figure fondamentali della scena clubbing di New York City. Vega cresce nel Bronx, Kenny Dope a Brooklyn, in una città che negli anni Ottanta vive un’esplosione culturale irripetibile: l’hip hop incontra la house di Chicago, il funk dialoga con il Latin jazz e le strade diventano laboratori sonori a cielo aperto. È in questo caos creativo che prende forma il loro linguaggio
Nel grande racconto della house music mondiale esistono storie che sembrano scritte dal destino della pista da ballo. Quella dei Nightcrawlers è una di queste. Il progetto nasce dall’intuizione del produttore, DeeJay e cantante John Reid, nato a Glasgow nel millenovecentosessantatré. Prima di fondare il progetto nei primi anni Novanta, Reid aveva già maturato una lunga gavetta nei club scozzesi e negli hotel londinesi, esibendosi con il nome Robinson Reid. È lì che sviluppa quella combinazione di sensibilità soul e attitudine house che diventerà la firma del suo percorso artistico.
Nel grande racconto della house music mondiale, dove il successo spesso arriva come un lampo improvviso, la storia di Robin S sembra scritta dalla mano capricciosa del destino. Robin Stone nasce a New York City e cresce nel quartiere del Queens, immersa nella tradizione vocale del gospel. All’inizio degli anni Novanta la sua vita è come quella di molte altre madri lavoratrici: due figli, un lavoro come segretaria e la musica relegata ai fine settimana, quando canta nei club. La sua è la storia di un talento potente, che rischia di restare nascosto dietro la routine quotidiana, una voce straord
Nel grande racconto della musica elettronica, dove la tecnologia incontra la cultura di strada e il futuro nasce spesso da incontri improbabili, emerge la figura di Arthur Baker. Nato a Boston Baker è un produttore che ama definirsi un pessimo DeeJay, ma possiede una qualità rara: la capacità di immaginare connessioni invisibili. Negli anni Settanta inizia come DeeJay nei club di Boston, ed è lì che sviluppa una sensibilità musicale capace di vedere ponti tra mondi lontani, intuendo che la musica del futuro nascerà proprio da quelle collisioni.
Nel panorama della musica soul britannica, dove per molto tempo il colore della pelle sembrava determinare l’accesso alle classifiche R and B, emerge una figura destinata a cambiare le regole del gioco. Lisa Stansfield nasce a Rochdale, nel Lancashire, l’undici aprile millenovecentosessantasei. La sua voce calda e potente, con un falsetto che nelle note più alte assume sfumature sorprendenti, attraversa i generi con naturalezza. Cresce ascoltando i dischi soul della madre – da Diana Ross e The Supremes fino a Barry White e Marvin Gaye – assorbendo quell’estetica afroamericana con una spontanei
Nel panorama della musica elettronica italiana, dove spesso la sperimentazione rimane confinata nei circuiti underground e la dance mainstream raramente dialoga con l’indie rock, nasce un progetto destinato a cambiare prospettiva. I Motel Connection prendono forma a Torino nel gennaio duemila, dall’incontro tra Samuel Romano, Pisti e Pierfunk. È una Torino di fine millennio dove l’elettronica non è soltanto un genere musicale ma una vera attitudine culturale, un modo di trasformare l’alienazione urbana in frequenze ipnotiche. Il progetto nasce quasi per caso, come sonorizzazione di un ambiente
Nel grande racconto della house music, mentre Chicago ne aveva scritto il vangelo e Detroit stava immaginando il futuro, New York City cercava qualcuno capace di tradurre quella rivoluzione nel linguaggio crudo delle sue strade. Quel ruolo lo incarnò Todd Terry, nato a Brooklyn nel millenovecentosessantasette. Più di molti altri produttori definì il suono della house newyorkese degli anni Ottanta: un miscuglio visionario di disco classica, intuizioni provenienti da Chicago e cultura del campionamento presa in prestito dall’hip hop. Ancora adolescente faceva il DJ alle feste scolastiche e per s
Nel firmamento della house music mondiale, dove molte voci si accendono per una stagione per poi dissolversi nell’oblio, emerge una figura capace di trasformare la solitudine in poesia, la poesia in canzone e la canzone in uno degli anthem più immortali della cultura dance. CeCe Peniston, all’anagrafe Cecilia Veronica Peniston. La sua voce unisce la sfrontatezza della disco con la sincerità dell’R&B. Cresciuta in una famiglia militare, abituata a spostarsi spesso, trova presto rifugio nella musica e nel teatro. Quando la famiglia si trasferisce in Arizona, studia pianoforte e partecipa a music
Nel panorama della cultura hip hop e dance italiana, dove le influenze americane incontravano le strade di Bologna e Milano negli anni Ottanta, emerge la figura di Master Freez. Il suo nome nasce dal passato di breaker all’inizio degli anni Ottanta. Non è un semplice pseudonimo artistico, ma una traccia biografica, una memoria fisica di un’epoca in cui i b-boy italiani traducevano il verbo newyorkese sui pavimenti delle periferie emiliane, quando il movimento del corpo e quello del vinile erano due espressioni della stessa rivoluzione culturale.
Nel firmamento della musica elettronica mondiale, dove troppo spesso la tecnologia diventa fine a se stessa e il beat oscura la narrazione, emerge una formazione che ha saputo trasformare la dance music in letteratura sonora: gli Underworld. Gruppo britannico fondato da Karl Hyde e Rick Smith, gli Underworld sono conosciuti per le loro composizioni atmosferiche e progressive, per i testi criptici e per performance dal vivo profondamente fisiche e mutevoli. Ma definirli semplicemente un “dance act” sarebbe riduttivo: Underworld rappresentano quella rara alchimia in cui il flusso di coscienza in
Nel firmamento della dance music britannica, nel momento in cui la UK garage stava ridefinendo l’equilibrio tra anima soul ed elettronica urbana, emerge una voce che non aveva bisogno di espedienti stilistici per farsi ricordare: Amira Rasheed, conosciuta semplicemente come Amira. Non era solo una cantante dance. Era una presenza. Una voce capace di muoversi con naturalezza tra malinconia e desiderio, tra vulnerabilità e forza, restando sempre autentica, mai sopra le righe.